Franco Cenci – Una storia ritrovata

a cura di Manuela De Leonardis

Acta International – Roma

19 novembre – 20 dicembre 2013

inaugurazione martedì 19 novembre 2013 – ore 18,30

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Quella di Beatrice Cenci è una storia che, cinquecento anni dopo, continua ad alimentare la mente creativa di scrittori, registi, artisti. Una storia dai confini incerti, strettamente connessa con il tessuto storico della città di Roma, in cui entra in gioco il mito e la leggenda: la vita della giovane nobildonna (Roma 1577-1599) e la sua morte travagliata.

Vittima di un padre violento, Beatrice Cenci assurge a simbolo di forza interiore, di strenua battaglia al femminile contro un destino innaturale.

Affascinato, e anche un po’ ossessionato, dal suo dramma Franco Cenci inizia a lavorare a questo soggetto fin dal 2004, trovando la chiave di lettura della sua interpretazione personale nel dialogo tra due linguaggi diversi: fotografia e ceramica.

Da una parte i ritratti fotografici che traducono visivamente la violenza, ispirandosi inconsciamente ai toni caravaggeschi: l’innocenza della giovanetta, il suo volto puro che si trasforma in una maschera di dolore. Dall’altra i paesaggi della campagna romana avvolti nelle nebbie delle prime luci del mattino, rimandano a quel senso di precarietà, d’incertezza, che doveva aver accompagnato il lento viaggio di Beatrice da Roma a Petrella Salto e viceversa.

Le sculture in ceramica, realizzate con la collaborazione di Fosco Micheli, maestro ceramista di Canino (Viterbo), danno forma al racconto indiretto delle fotografie. La formula adottata per le formelle ricorda gli ex-voto, la cui iconografia immediata attraversa i paragrafi della storia garantendo una narrazione fluida.

Per l’artista il concetto di memoria non è qualcosa di stratificato e congelato, ma un terreno fertile, aperto a connessioni e sperimentazioni che permettono di guardare oltre.

Franco Cenci (Monterotondo 1958, vive a Roma). Si laurea in Lettere presso la cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea di Roma, con una tesi su Antonio Donghi. Dal ‘79 all’’83 partecipa alle iniziative della Mail Art. Dopo un lungo periodo di insegnamento nella Scuola Secondaria, dal 2001 si dedica interamente al lavoro di grafico pubblicitario.

Tra le mostre personali e collettive: 2011 – Door to door, Salerno; 2009 – Dove siamo rimasti?, EB Gallery, Roma; 2006 – In-visibil-art, Vitarte, Viterbo; 2005 – Quaranta, appArtamento, Roma; 90 anni per l’arte, Studio Morbiducci, Roma; Le strade di casa, Palazzo Santucci, Navelli (L’Aquila); 2003 – Celebrate, Il Ponte, Roma; 2002 – MIART, Il Ponte Contemporanea, Milano; 2001 – Mille e una biennale, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia¸ 1997-2001, Il Ponte Contemporanea, Roma (personale); 1997 – Guanti, Sala Uno, Roma; Artisti alla finestra, Ostuni; 1995 – Dove ti porta il cuore, Galleria Paola Verrengia, Salerno; In punta di piedi, Galleria Del Vecchio, Monopoli; La porta di Duchamp, U-Bham, Viterbo; Eco e Narciso, Galleria Trifalco, Roma; In punta di piedi, Il Politecnico XX Arte, Roma; Arte al palazzo, Palazzo Sforza Cesarini, Genzano; Tracce, Fuoricentro, Castelnuovo di Porto; 1994 – Le cube c’est moi, Lo Studio, Roma (personale); Europa America 360 E-venti, Galleria Pino Molica, Roma; Per Next, Politecnico XX Arte, Roma; MIR, artisti per la pace, Sala Uno, Roma; Arte in città, Campo Boario, Roma; Nero di Roma, Galleria Del Vecchio, Monopoli; Arts et Jeans, Passage de Retz, Parigi; Passaggio a Ripetta, Roma & Arte, Roma.

 

Informazioni:

Franco Cenci | Una storia ritrovata

a cura di Manuela De Leonardis

19 novembre – 20 dicembre 2013

ACTA INTERNATIONAL

direzione : Giovanna Pennacchi

via Panisperna, 82-83 – 00184 Roma

dal martedì al sabato ore 16.00 – 19.30

Tel 064742005

info@actainternational.it

www.actainternational.it

KARMEN CORAK – RIBI Negli occhi dei pesci lacrime

FOTOGRAFIA — Festival Internazionale di Roma
VACATIO
XII edizione

5 ottobre – 8 dicembre 2013

KARMEN CORAK
RIBI. Negli occhi dei pesci lacrime.

a cura Manuela De Leonardis

5 ottobre – 8 novembre 2013
inaugurazione alla presenza dell’artista sabato 5 ottobre 2013 – ore 18,30

Vuoto e pieno si alternano nella serie Ribi. Negli occhi dei pesci lacrime realizzata da Karmen Corak tra il 1996 e il 2011 e presentata per la prima volta in occasione della XII edizione di FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma che indaga sul tema “Vacatio. Sospensione e assenza nella fotografia”.

Iconograficamente i pesci hanno una forte valenza simbolica, sia nel mondo occidentale di area cristiana che in Estremo Oriente, dove uno degli otto simboli del Buddha è rappresentato proprio da un paio di pesci. La parola “ribi”, che nella lingua slovena significa “due pesci” è quindi l’esemplificazione della dualità: due correnti energetiche, due realtà complementari che insieme riconducono all’unità. Quanto all’adattabilità e all’identificazione con il flusso della vita, appartiene indifferentemente a tutte le culture.

“Negli occhi dei pesci lacrime” è, invece, il frammento di un haiku di Matsuo Bashō: “La primavera se ne va / gli uccelli gridano / negli occhi dei pesci lacrime.

Per la fotografa è il tentativo di cogliere l’attimo del passaggio, una mobilità cristallizzata del flusso vitale. La sospensione e l’assenza come una texture fitta che non lascia respiro all’interno dell’inquadratura, in cui affiora il ricordo del guizzo dietro/dentro lo strato di ghiaccio che congela il soggetto fisicamente e metaforicamente.

Karmen Corak (Slovenia 1959, vive e lavora a Roma) ha studiato Arti Grafiche a Zagabria in Croazia e Conservazione e restauro di opere d’arte su carta, a Roma in Austria e Giappone. Dal 1985 svolge l’attività professionale di restauratore/conservatore di opere su carta e di fotografie. In occasione di numerosi viaggi di studio in Cina e Giappone ha realizzato lavori fotografici sulle tecniche tradizionali della fabbricazione della carta e di opere d’arte. Nel corso della sua conferenza sulla carta “Washi, arte e conservazione”, tenuta a Roma presso l’Istituto Giapponese di Cultura nel 2006, ha presentato i lavori fotografici eseguiti in Oriente.  Le sue fotografie sono state pubblicate presso quotidiani e periodici, come la rivista slovena Art Words e sono presenti nelle collezioni private, tra le quali il Centro Urasenke di Roma e Awagami Washi Collection a Tokushima, Giappone.

Mostre personali: 2013 – Frammenti del Giappone tradizionale (a cura di Marco Meccarelli), ex Collegio dei Gesuiti, Noto, Sicilia (organizzata dal Comune di Noto e dall’Ambasciata Giapponese in Italia con il patrocinio dell’Istituto Giapponese di Cultura); 2012 – WASHI.La via tradizionale (a cura di Marco Meccarelli), Studio CAMERA 21, FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma con il patrocinio dell’Istituto Giapponese di Cultura; 2011 – AWARE.Oltre l’apparenza (a cura di Luisa De Marinis), Studio CAMERA 21, FOTOGRAFIA X. Festival Internazionale di Roma

Mostre collettive: 2013 – Photography or Painting? (a cura di Marco Delogu), Capalbio, PhC Capalbiofotografia Festival – V edizione

Premi: 2013 -Concours photo “Métiers du Monde” de l’Alliance française de Venise, 2ème place; International Fine Art Photography Award, Grand Prix de la Découverte, 2013 Grand Prix Juror Award of Merit: Still Life (2 fotografie), Cityscape/Architecture (1 fotografia)

ACTA INTERNATIONAL

direzione : Giovanna Pennacchi
via Panisperna, 82-83 – 00184 Roma
dal martedì al sabato ore16.00 – 19.30
Tel 064742005
info@actainternational.it  www.actainternational.it

ANNETTE SCHREYER – Same but Not – Twins in their Adolescence

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Annette Schreyer

Same but Not | Twins in their Adolescence

Inaugurazione venerdì 19 aprile 2013, ore 18.30

ACTA International e LuminUP presentano nella galleria di via Panisperna, Same but Not Twins in their Adolescence, il progetto della fotografa Annette Schreyer, nota per il suo uso della macchina fotografica come strumento di una seduta psicoanalitica concentrandosi sul ritratto e sulle storie di vita nella contemporaneità.

” Un amico mi ha fatto recentemente notare che praticamente mio marito ha sposato una donna e mezzo. Ho pensato che avesse davvero ragione. A volte io e la mia gemella parliamo delle cose che ci sono accadute in una maniera così intensa che finisco per non sapere più se siano successe a lei o a me. Forse la verità è da ricercarsi da qualche parte a metà strada?” Birgit Schreyer Duarte, regista e gemella di Annette

Annette Schreyer ha una sorella gemella. Dall’intrecciarsi delle loro due realtà è nato il lavoro fotografico

Same but Not Twins in their Adolescence , inchiesta visiva condotta con intelligente leggerezza per tracciare la percezione che si ha nell’essere gemelli in età adolescenziale. All’interno delle uguaglianze nella diversità e della diversità nelle somiglianze, Annette trova la chiave per interrogarsi sulla formazione dell’identità individuale, che rimane comunque imprescindibile dalla condizione particolare che lega i gemelli per tutta la vita.

“Annette interroga e si interroga sul significato dell’essere gemelli, e la fotografia è lo strumento naturale che le apre le porte e i cuori dei suoi soggetti. Ma una volta elencate, queste informazioni necessarie possono essere dimenticate. Perché il suo lavoro con gli adolescenti

gemelliidentici è un viaggio all’interno della fotografia di ritratto nel quale l’istintiva empatia genetica che la lega ai suoi soggetti è solo un punto di partenza, il pretesto per una riflessione profonda sul significato sulla pratica del fare ritratti. E tuttavia la ricchezza di implicazioni psicanalitiche – più o meno consapevoli con le quali si deve confrontare arricchisce ogni incontro di variabili impreviste, di soluzioni da ricercare.” Giovanna Calvenzi

La mostra è accompagnata dalla pubblicazione,

Same but Not Twins in their Adolescence di Annette Schreyer, Claudio Corrivetti (ed. Postcart); Testi: Gabriel Bauret, Giovanna Calvenzi e Birgit Schreyer Duarte.

Annette Schreyer

Nata il 2 luglio 1974 in Germania, cresce a Monaco di Baviera, dove si laurea in drammaturgia, letteratura inglese e storia dell‘arte presso la Bayerische Theaterakademie August Everding e la Ludwig

MaximiliansUniversität di Monaco. Ora vive tra Roma e Monaco.

Accanto alla sua passione per il teatro e l’opera approfondisce il suo interesse per la fotografia e nel 2001 vince una Borsa di Studi dalla Comunità Europea per un soggiorno di formazione in Italia, dove intraprende la professione di fotografa.

Le sue immagini hanno ricevuto diversi riconoscimenti internazionali. Ha esposto in Germania, Italia, Inghilterra, Spagna e negli USA, pubblicando su importanti magazine italiani ed esteri.

Acta International & LuminUp

Via Panisperna 82/83 Roma +39 06 4742005

19 aprile – 17 maggio 2013

dal lunedì al venerdì ore 16.00 20.00 sabato su appuntamento

www.luminup.com – info@luminup.com

www.actainternational.it – info@actainternational.it

STEFANO GIOGLI – Small Italy – Fake

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STEFANO GIOGLI

Small Italy – Fake

 

Inaugurazione mercoledì 20 marzo 2013, ore 18.30

 

ACTA International e LuminUP presentano nella galleria di via Panisperna, Small Italy – Fake, il progetto del fotografo Stefano Giogli, che ha riscosso successo al 43° Festival Internazionale di Fotografia dei Rencontres d’Arles 2012.

Nato dal progetto ‘Reflexions Masterclass’, Small Italy – Fake è stato realizzato a Rimini all’interno del parco tematico Italia in Miniatura e si sviluppa come un’ interessante ricerca sul paesaggio,  evidenziando la relazione tra l’uomo e l’ambiente circostante; il fruitore si confonde tra il reale e l’ideale, secondo una singolare percezione del legame vero/falso.

Leonard Freed – Kate – Nudi 2001-2004


Inaugurazione giovedì 31 gennaio 2013, ore 18.30

ACTA INTERNATIONAL e LuminUP hanno il piacere di presentare, nello storico spazio di Via Panisperna, uno degli ultimi lavori – prima della scomparsa nel  novembre 2006 – del noto fotografo americano Leonard Freed.

Dopo la mostra presso la Fondazione Le Stelline di Milano e quella di Roma presso il Museo in Trastevere , entrambe nel 2011, il lavoro di LFreed torna in Italia con circa 20 immagini in bianco/nero – e del tutte inedite sia in Italia che nel resto d’Europa – dedicate al tema del nudo. Tema del tutto inconsueto per questo autore.

La notorietà di Leonard Freed è soprattutto legata ai grandi eventi politici e sociali che riuscì a documentare con passione e profonda umanità. Famosi sono i suoi scattti durante la marcia di Martin Luther King per il Movimentto dei Diritti Civili ( 1964 – 1965 ),  o durante la guerra del Kippur ( 1973 ), o presso il Dipartimento di polizia di New York.

In varie occasioni Freed aveva fotografato dei “nudi”, ma mai aveva realizzato un lavoro così uniforme, con la stessa modella, e così continuativo.

Kate, insegnante di yoga , è la protagonista di questo lavoro. essa si situa , all’interno dello spazio chiuso o dell’ambiente aperto, in maniera totalmente libera, lasciando all’occhio del  fotografo l’abilità di rivelare aspetti di se sinora sconosciuti. E’ così che l’immagine stampata si presenta come risultato di una rivelazione sia per l’autore che per la modella.

” Leonard Freed mi ha fotografato tra il 2001 e il 2004 e questa è stata per me una esperienza liberatoria. Dopo aver sviluppato la pellicola, sedevamo nella veranda della sua casa a Garrison, N.Y., guardavamo i provini, discutevamo la composizione e la storia che ogni immagine raccontava. Leonard mi ha educato, mi ha insegnato come vedere il mondo nella maniera in cui lo vedeva lui. Io ero il suo soggetto, la sua discepola e il suo pubblico in quei momenti preziosi . Guardando me stessa attraverso gli occhi di Leonard, mi sono accorta di avere diverse sfaccettature di cui non avevo coscienza o che pensavo non potessero essere scoperte dagli altri. Questo è stato un processo molto rivelatore “.

La mostra è accompagnata da una antologia, pubblicata in pochissime copie e disponibile su richiesta, degli scatti realizzati da Leonard Freed, nel corso della sua lunga carriera professionale, attinenti al tema del nudo, selezionati da Kate sotto la supervisione della moglie, Brigitte Freed.

 

Leonard Freed nasce a Brooklyn il 23 ottobre 1929, ha documentato molti eventi e temi con il Movimento per i Diritti Civili in America (1964-65), la Guerra del Kippur nel 1973 e il Dipartimento di Polizia di New York (1972- 1979). La sua carriera sbocciò durante il movimento per i diritti civili, quando viaggiò per il paese insieme a Martin Luther King nella sua celebre marcia attraverso gli Stati Uniti dall’Alabama a Washington.
Nel 1956 conobbe Brigitte Klück, che divenne poi sua moglie, mentre si trovava a Roma per la rivista Look.

Dalla loro unione nacque una bambina, Elke Susannah.
Nel 1967 Cornell Capa lo scelse come uno dei cinque fotografi partecipanti alla sua mostra “Concerned Photography”.
Nel 1972 Freed entrò a far parte della Magnum Photos.
Leonard Freed morì il 29 novembre 2006 nell’Upstate New york dopo una battaglia contro il cancro.

Via Panisperna 82/83 Roma
+39 06 4742005

31 gennaio – 7 marzo 2013
dal lunedì al venerdì
ore 16.00 – 20.00
sabato su appuntamento

www.luminup.com                           www.actainternational.it
info@luminup.com                           info@actainternational.it