ANNETTE SCHREYER – Same but Not – Twins in their Adolescence

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Annette Schreyer

Same but Not | Twins in their Adolescence

Inaugurazione venerdì 19 aprile 2013, ore 18.30

ACTA International e LuminUP presentano nella galleria di via Panisperna, Same but Not Twins in their Adolescence, il progetto della fotografa Annette Schreyer, nota per il suo uso della macchina fotografica come strumento di una seduta psicoanalitica concentrandosi sul ritratto e sulle storie di vita nella contemporaneità.

” Un amico mi ha fatto recentemente notare che praticamente mio marito ha sposato una donna e mezzo. Ho pensato che avesse davvero ragione. A volte io e la mia gemella parliamo delle cose che ci sono accadute in una maniera così intensa che finisco per non sapere più se siano successe a lei o a me. Forse la verità è da ricercarsi da qualche parte a metà strada?” Birgit Schreyer Duarte, regista e gemella di Annette

Annette Schreyer ha una sorella gemella. Dall’intrecciarsi delle loro due realtà è nato il lavoro fotografico

Same but Not Twins in their Adolescence , inchiesta visiva condotta con intelligente leggerezza per tracciare la percezione che si ha nell’essere gemelli in età adolescenziale. All’interno delle uguaglianze nella diversità e della diversità nelle somiglianze, Annette trova la chiave per interrogarsi sulla formazione dell’identità individuale, che rimane comunque imprescindibile dalla condizione particolare che lega i gemelli per tutta la vita.

“Annette interroga e si interroga sul significato dell’essere gemelli, e la fotografia è lo strumento naturale che le apre le porte e i cuori dei suoi soggetti. Ma una volta elencate, queste informazioni necessarie possono essere dimenticate. Perché il suo lavoro con gli adolescenti

gemelliidentici è un viaggio all’interno della fotografia di ritratto nel quale l’istintiva empatia genetica che la lega ai suoi soggetti è solo un punto di partenza, il pretesto per una riflessione profonda sul significato sulla pratica del fare ritratti. E tuttavia la ricchezza di implicazioni psicanalitiche – più o meno consapevoli con le quali si deve confrontare arricchisce ogni incontro di variabili impreviste, di soluzioni da ricercare.” Giovanna Calvenzi

La mostra è accompagnata dalla pubblicazione,

Same but Not Twins in their Adolescence di Annette Schreyer, Claudio Corrivetti (ed. Postcart); Testi: Gabriel Bauret, Giovanna Calvenzi e Birgit Schreyer Duarte.

Annette Schreyer

Nata il 2 luglio 1974 in Germania, cresce a Monaco di Baviera, dove si laurea in drammaturgia, letteratura inglese e storia dell‘arte presso la Bayerische Theaterakademie August Everding e la Ludwig

MaximiliansUniversität di Monaco. Ora vive tra Roma e Monaco.

Accanto alla sua passione per il teatro e l’opera approfondisce il suo interesse per la fotografia e nel 2001 vince una Borsa di Studi dalla Comunità Europea per un soggiorno di formazione in Italia, dove intraprende la professione di fotografa.

Le sue immagini hanno ricevuto diversi riconoscimenti internazionali. Ha esposto in Germania, Italia, Inghilterra, Spagna e negli USA, pubblicando su importanti magazine italiani ed esteri.

Acta International & LuminUp

Via Panisperna 82/83 Roma +39 06 4742005

19 aprile – 17 maggio 2013

dal lunedì al venerdì ore 16.00 20.00 sabato su appuntamento

www.luminup.com – info@luminup.com

www.actainternational.it – info@actainternational.it

STEFANO GIOGLI – Small Italy – Fake

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STEFANO GIOGLI

Small Italy – Fake

 

Inaugurazione mercoledì 20 marzo 2013, ore 18.30

 

ACTA International e LuminUP presentano nella galleria di via Panisperna, Small Italy – Fake, il progetto del fotografo Stefano Giogli, che ha riscosso successo al 43° Festival Internazionale di Fotografia dei Rencontres d’Arles 2012.

Nato dal progetto ‘Reflexions Masterclass’, Small Italy – Fake è stato realizzato a Rimini all’interno del parco tematico Italia in Miniatura e si sviluppa come un’ interessante ricerca sul paesaggio,  evidenziando la relazione tra l’uomo e l’ambiente circostante; il fruitore si confonde tra il reale e l’ideale, secondo una singolare percezione del legame vero/falso.

Conversazione tra Brigitte Freed e Giovanna Pennacchi

Garrison, New York, 5 gennaio 2013

GP : Brigitte, vorrei sapere come è nata a Leonard l’idea di fare un lavoro interamente dedicato al nudo e  pertanto così diverso da tutte le sue precedenti esperienze professionali. Come fotografo dell’agenzia Magnum, ma anche prima, la sua attenzione si era sempre rivolta a temi di natura socio-politica.

BF : Veramente questa idea era venuta a una nostra amica francese, Amelie, che venne a trovarci qui a Garrison. Amelie era stata modella di pittori a Parigi. Il suo grande desiderio era quello di posare e venire ritratta, nuda, da uno dei grandi nomi del mondo della fotografia. Lo aveva chiesto a Irving Penn, ad Avedon e credo ad altri che però non avevano accettato.

Leonard rimase molto perplesso di fronte a questa richiesta e mi chiese cosa fare.Decidemmo insieme che cimentarsi anche in questo campo. In fondo era per lui una sfida.

GP: Ma la modella fotografata in questo lavoro è Kate.

BF : Esatto. Kate era mia amica. La conoscevo da una decina di anni. Sapevo che era una ottima insegnante di yoga e una persona completamente disinibita. Ero sicura che  avrebbe avuto delle idee per costruire l’ambiente adatto per questo lavoro. Kate suggerì di usare come sfondo gli interni di alcune gallerie d’arte di questa zona. Nelle prime foto sono ritratte le due donne, ma poi Leonard decise che la protagonista dovesse essere Kate. Una volta mi disse: Se non fosse stato per Kate,  non avrei scattato alcuna foto. Kate fu la regista e Leonard fu il fotografo.

GP : Infatti in alcune foto Kate è ritratta assieme a degli oggetti d’arte. In altre invece è immersa nella natura e si scorge solo in lontananza il profilo della città.

BF: Kate, Leonard e un loro amico decisero di fare un lungo tour in macchina e arrivarono sino a San Francisco. Così in alcune immagini  lo scenario è la bellissima costa della California, o la città di San Francisco,o il deserto del Nevada.

Leonard ritornò molto molto soddisfatto da questo viaggio. Aveva 73 anni e non aveva mai ritratto dei nudi in questa maniera.

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CONVERSATION BETWEEN BRIGITTE FREED AND GIOVANNA PENNACCHI

Garrison, New York, January 5, 2013

GP: Brigitte, I would like to know how the idea came to Leonard of a work entirely dedicated to the nude, and as such so different from all his previous professional experiences as a photographer with the Magnum agency.  Even before Magnum, his attention was always focused on themes of a sociopolitical nature.

BF: Really this idea came from a French friend of ours, Amelie, who came to visit us here in Garrison. Amelie had been a model for painters in Paris. Her great desire was to pose and be portrayed nude by one of the important names in the photography world. She had asked Irving Penn, Avedon and I think others, but they did not accept.

Leonard was very perplexed by this request and asked me what to do. Together, we decided to get involved in this field.  It turned out to be a challenge for him.

GP: But the model photographed in this work is Kate.

BF: That’s right. Kate was my friend. I had known her for about ten years. I knew she was a great yoga teacher and a completely uninhibited person. I was sure that she would have some ideas to create the right environment for this work. Kate suggested using some art galleries in this area as interior backgrounds. In the first photo, the two women are portrayed, but then Leonard decided that the main model had to be Kate. He once told me: Had it not been for Kate, I would not have taken any photos. Kate was the director, and Leonard was the photographer.

GP: In fact, in some photos Kate is portrayed along with objets d’art. In others she is immersed in nature and the city skyline can be made out only in the distance.

BF: Kate, Leonard and one of their friends decided to go on a long automobile trip, traveling as far as San Francisco. So in some images, the scenery is the beautiful coast of California, or the city of San Francisco, or the Nevada desert.

Leonard returned from this trip extremely satisfied. At age 73, he had never before portrayed the nude in this manner.

Leonard Freed – Kate – Nudi 2001-2004


Inaugurazione giovedì 31 gennaio 2013, ore 18.30

ACTA INTERNATIONAL e LuminUP hanno il piacere di presentare, nello storico spazio di Via Panisperna, uno degli ultimi lavori – prima della scomparsa nel  novembre 2006 – del noto fotografo americano Leonard Freed.

Dopo la mostra presso la Fondazione Le Stelline di Milano e quella di Roma presso il Museo in Trastevere , entrambe nel 2011, il lavoro di LFreed torna in Italia con circa 20 immagini in bianco/nero – e del tutte inedite sia in Italia che nel resto d’Europa – dedicate al tema del nudo. Tema del tutto inconsueto per questo autore.

La notorietà di Leonard Freed è soprattutto legata ai grandi eventi politici e sociali che riuscì a documentare con passione e profonda umanità. Famosi sono i suoi scattti durante la marcia di Martin Luther King per il Movimentto dei Diritti Civili ( 1964 – 1965 ),  o durante la guerra del Kippur ( 1973 ), o presso il Dipartimento di polizia di New York.

In varie occasioni Freed aveva fotografato dei “nudi”, ma mai aveva realizzato un lavoro così uniforme, con la stessa modella, e così continuativo.

Kate, insegnante di yoga , è la protagonista di questo lavoro. essa si situa , all’interno dello spazio chiuso o dell’ambiente aperto, in maniera totalmente libera, lasciando all’occhio del  fotografo l’abilità di rivelare aspetti di se sinora sconosciuti. E’ così che l’immagine stampata si presenta come risultato di una rivelazione sia per l’autore che per la modella.

” Leonard Freed mi ha fotografato tra il 2001 e il 2004 e questa è stata per me una esperienza liberatoria. Dopo aver sviluppato la pellicola, sedevamo nella veranda della sua casa a Garrison, N.Y., guardavamo i provini, discutevamo la composizione e la storia che ogni immagine raccontava. Leonard mi ha educato, mi ha insegnato come vedere il mondo nella maniera in cui lo vedeva lui. Io ero il suo soggetto, la sua discepola e il suo pubblico in quei momenti preziosi . Guardando me stessa attraverso gli occhi di Leonard, mi sono accorta di avere diverse sfaccettature di cui non avevo coscienza o che pensavo non potessero essere scoperte dagli altri. Questo è stato un processo molto rivelatore “.

La mostra è accompagnata da una antologia, pubblicata in pochissime copie e disponibile su richiesta, degli scatti realizzati da Leonard Freed, nel corso della sua lunga carriera professionale, attinenti al tema del nudo, selezionati da Kate sotto la supervisione della moglie, Brigitte Freed.

 

Leonard Freed nasce a Brooklyn il 23 ottobre 1929, ha documentato molti eventi e temi con il Movimento per i Diritti Civili in America (1964-65), la Guerra del Kippur nel 1973 e il Dipartimento di Polizia di New York (1972- 1979). La sua carriera sbocciò durante il movimento per i diritti civili, quando viaggiò per il paese insieme a Martin Luther King nella sua celebre marcia attraverso gli Stati Uniti dall’Alabama a Washington.
Nel 1956 conobbe Brigitte Klück, che divenne poi sua moglie, mentre si trovava a Roma per la rivista Look.

Dalla loro unione nacque una bambina, Elke Susannah.
Nel 1967 Cornell Capa lo scelse come uno dei cinque fotografi partecipanti alla sua mostra “Concerned Photography”.
Nel 1972 Freed entrò a far parte della Magnum Photos.
Leonard Freed morì il 29 novembre 2006 nell’Upstate New york dopo una battaglia contro il cancro.

Via Panisperna 82/83 Roma
+39 06 4742005

31 gennaio – 7 marzo 2013
dal lunedì al venerdì
ore 16.00 – 20.00
sabato su appuntamento

www.luminup.com                           www.actainternational.it
info@luminup.com                           info@actainternational.it