Mareggiata – Fotografie di Francesco Amorosino

Giovanna Pennacchi è lieta di presentare la mostra

 

Mareggiata

 

Fotografie di Francesco Amorosino

a cura di Noemi Pittaluga

con la collaborazione di Giampaolo Giudice dell’Associazione Retake Roma

16 marzo – 7 aprile

Inaugurazione alla presenza dell’artista

I visitatori potranno accedere in galleria nel rispetto delle vigenti normative sulle misure di contrasto e contenimento del Covid-19.

Con Mareggiata la galleria Acta International viene trasformata da Francesco Amorosino in uno spazio immersivo nel quale lo spettatore è invitato a confrontarsi fisicamente e simbolicamente con l’opera attivando i sensi della vista, dell’udito, dell’olfatto e del gusto.

Per una percezione ottimale del lavoro, costituito da sabbia e da frammenti di ceramica modellati dal mare sui quali sono stampate fotografie riprese con pellicole analogiche in bianco e nero, è fondamentale girare intorno alla grande zattera naturale che funge da base per l’installazione. Costruita dall’Associazione no-profit Retake Roma (impegnata nella valorizzazione degli spazi urbani, nel recupero e nel riciclo di materiali e detriti presenti nei fiumi e nei parchi cittadini), questa tavola presenta al pubblico un nuovo progetto in cui il linguaggio fotografico si fonde con un supporto inusuale e dalle caratteristiche scultoree.

Il sasso che emerge dal bagnasciuga accoglie l’immagine, stampata grazie all’emulsione ai sali d’argento, e ci mostra suggestioni visive legate ai nostri momenti vacanzieri in spiaggia con la famiglia e con gli amici. Istanti di libertà, racchiusi in queste scaglie di terracotta che, nella loro parzialità consumata, rimandano alla memoria attimi spensierati e permettono al visitatore di immaginare i suoni che contraddistinguono la dimensione balneare.

Il rumore della risacca, il vociare confuso delle persone intente a chiacchierare sulla battigia, le urla dei ragazzi che giocano a palla sono alcune tra le suggestioni uditive suscitate dall’opera in mostra che stimola anche il ricordo di profumi salmastri associati all’estate.

Amorosino con Mareggiata inverte la connotazione di queste ceramiche che raccontano delle nostre coste soffocate dagli abusi edilizi e segnalano l’inquinamento consistente delle acque. Raccolte una a una, come se fossero piccoli tesori inestimabili, queste mattonelle colorate, multiformi e dai contorni imperfetti, abbandonate sulla riva dalle onde, permettono all’artista visivo di dare nuova vita a pezzi di muro che ospitano sulla loro superficie immagini di ombrelloni, di cactus, di tramonti e di persone che parlano nel mare.

Poche fotografie affisse alle pareti completano l’installazione site specific che, con la sua dimensione multisensoriale, stimola il fruitore a replicare il gesto di ricerca e a ripercorrere mentalmente il processo creativo dell’autore. Spinto dalla curiosità, il visitatore osserva queste pietre d’artista e le opere appese nello spazio espositivo, le cui mura sembrano dissolversi per aprirsi metaforicamente ai flussi marini. Con questo lavoro, Francesco Amorosino offre allo spettatore, circondato dal sapore del sale e dal movimento naturale della mareggiata, la possibilità di fermarsi e serenamente rivivere attimi d’intensa felicità.

Noemi Pittaluga

 

 

Biografie

Francesco Amorosino

Nato nel 1984 a Rionero in Vulture, vive e lavora a Roma come fotografo e artista visivo. Insegna a scuola e presso alcune accademie, come la DAM – Digital Arts and Media Academy, dove è titolare del corso in “postfotografia”. Dal 2017 gestisce il suo studio fotografico, il FotoStudio, dove organizza mostre e lezioni di teoria e tecnica fotografica.

La sua ricerca artistica, concettuale e intimista, è orientata a indagare principalmente la realtà, le tradizioni religiose, il mondo delle superstizioni e le tematiche del controllo e delle cospirazioni in ambito sociale e politico. Usa spesso la tecnica dello still life in chiave simbolica e in un’ottica di ibridazione fotografica utilizza sia nuove tecnologie digitali, sia antiche pratiche analogiche di ripresa e stampa.

Ha esposto in Europa, Asia e Stati Uniti e ha vinto diversi premi, tra cui nel 2016 il prestigioso Sony World Photography Awards nella categoria Still Life con Pomodori Migranti.

In Media Res, uno dei suoi ultimi progetti (che prevede la stampa in camera oscura di alcune sue fotografie su frammenti di marmo), ha dato vita a delle “fotosculture”, esposte presso la Manifest Gallery di Cincinnati (Ohio) e la Candela Books + Gallery di Richmond (Virginia) che ne ha acquisita una per la sua collezione. Con questo lavoro ha, inoltre, vinto nel 2021 l’Ecco Echo Award, dedicato agli artisti che rielaborano le suggestioni visive legate alla tradizione dell’antica Roma.

Nel 2021 l’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, nell’ambito della XXI Settimana della lingua italiana nel mondo, intitolata Dante, l’italiano, e in occasione delle celebrazioni del settecentesimo anniversario della scomparsa di Dante Alighieri, ha presentato, con la mostra personale La Selva e le Stelle, una selezione di sue fotografie, accompagnate da alcune citazioni della Divina Commedia e dalle musiche del compositore Stefano G. Falcone.

Noemi Pittaluga

Nata a Genova nel 1985, vive e lavora a Roma. È laureata presso l’Università di Roma “Sapienza” nei corsi Magistrali in Saperi e Tecniche dello Spettacolo Teatrale, Cinematografico e Digitale e in Storia dell’arte ed è diplomata allo IED di Roma nel Master in Curatore museale e di eventi performativi per le arti visive e le arti dello spettacolo. Ha pubblicato “Un’identità incerta tra vita e morte” in Collettivo Curatoriale Gruntumolani (a cura di), Singolarità mobili che abitano uno spazio nomade. Identità italiane in video, Editoria & Spettacolo, Spoleto (PG), 2012; (insieme con Valentina Valentini), Studio Azzurro. Teatro, Contrasto, Roma, 2012; il testo introduttivo in Mario Vidor, Roma Capitale, Punto Marte Editore, Soligo (TV), 2019 e Massimo Vitali. Una storia italiana, Ledizioni, Milano, 2021. Dal 2010 lavora come curatrice indipendente e dal 2022 collabora come autrice con la rivista Segnoline. Attualità Internazionali d’Arte Contemporanea.

ACTA INTERNATIONAL

direzione: Giovanna Pennacchi

via Panisperna, 82-83 – 00184 Roma

dal mercoledì al sabato ore 15,30 – 19,00

info@actainternational.it

www.actainternational.it

  +39 064742005

www.francescoamorosino.com, www.ilfotostudio.it, www.noemipittaluga.com, www.retake.org

INCONTRO CON LA NATURA (WORK OF NATURE) – Photographs by Guillermina De Gennaro

INCONTRO CON LA NATURA

(WORK OF NATURE)

 

Photographs by Guillermina De Gennaro

curator Manuela De Leonardis

 5-25 febbraio 2022

inaugurazione alla presenza dell’artista sabato 5 febbraio ore 18.30 – 20.30

Fai clic per accedere a CS-INCONTRO-CON-LA-NATURA.pdf

Giovanna Pennacchi is delighted to present the personal exhibition “Incontro con la natura (Works of Nature)” by the artist, Guillermina De Gennaro, curated by Manuela De Leonardis, in collaboration with Misia Arte.

Visitors may access the gallery in compliance with current regulations on measures to combat and contain Covid-19.

Confronting the existential themes of memory, uprooting, travel, returning home and identity, for Guillermina De Gennaro the encounter with nature is inevitable. Her multidisciplinary works include a combination of aspects of a “natural”, anthropic dimension, guardian of secrets and “artificial forcing”, sometimes associated with the experimental music of the artist musician Davide Viterbo. The color photographs in the Ready for Nature series, as part of the Works of Nature project, are precisely the subjective registration of a territorial reality that belongs to everyday life experience. The artist created them during the lockdown, in spring 2020 and then in 2021, on her long walks around her home, along the provincial road that leads from San Giorgio to Triggiano, in the Bari area. Works of Nature, previewed by Misia Arte in Bari, as a side event of the Biarch – Bari International Archifestival 2021, is the evolution of the previous Neonature works and the Inglobe cycle. The inspiration comes, once again, from an inexhaustible source: the reading of Gaston Bachelard’s essay, The Poetics of Space (1957). Another literary reference is the writing of Amitav Ghosh, an author committed to eco-environmental activism. With these literary suggestions, Guillermina De Gennaro rediscovers the awareness of her intimate relationship with the theme of her surroundings, of which nature is an essential part. The very force of nature is a central element in expressing that ability, surviving the human being with his dynamic and creative immanence of adaptation, production, and reproduction, as well as the urgent need to involve the viewer in the feeling and care of a portion of the world.

Manuela De Leonardis

 

Guillermina De Gennaro (Buenos Aires, Argentina vive e lavora a Bari). Nel 1991 si diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. Nel 1993, a Roma, frequenta una scuola di pittura giapponese con l’artista Ikuio Ciba, e successivamente l’Accademia internazionale d’arte di Salisburgo con Tone Fink; si specializza in seguito in Tecnologie della comunicazione formativa e Cromodidattica presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Bari. Nel 1996/97 collabora con il Teatro di figura la Casa di Pulcinella nei laboratori d’arte per l’infanzia. Attualmente è nel direttivo artistico del festival internazionale di musica contemporanea Time Zones a Bari. Cura la sezione arti visive della rassegna itinerante Experimenta. All’attività artistica unisce l’impegno sociale occupandosi di inclusione e svantaggio socio-culturale in ambito della didattica e comunicazione dell’arte contemporanea. Tra le mostre recenti: 2021 – Natural Connection Ventoblu Gallery, Polignano a mare (Bari); Work of Nature, testo di Manuela De Leonardis, BIARCH – Bari International Archifestival, Misia Arte, Bari (personale);  Welcome Back, arte urbana nel centro storico di Corato (Bari) a cura di Carmelo Cipriani e Alexander Larrarte; 2019 – Oiseaux, a cura di Domenico Doria, Alliance française, Bari; 2018 – Dimensione fragile, Biblioteca Vallicelliana, Roma; 2017 – Inglobe, a cura di Nicola Zito e La Corte Fotografia e Ricerca, Fondazione Museo Pino Pascali, Polignano a mare, Bari (personale); Festival I libri aiutano a leggere il mondo, Manifattura dei tabacchi, Cagliari; 2014 – L’Arte per la Natura, a cura di Rosalba Branà, Castello di Carovigno e Riserva Naturale di Torre Guaceto, Brindisi; Codici dell’Apocalisse, a cura di Marcello Pecchioli e Lucilla Boschi, Palazzo Grassi, Arte Fiera, Bologna; 2013 – La consolatrice molesta, a cura di Giuseppe Pinto, Galleria Omphalos, Bari (personale); Volver sin Volver, progetto europeo Watershed, a cura di Giusy Caroppo, installazione nel porto di Rotterdam (personale); Arte e Natura sono un Dio bifronte, a cura di Roberto Lacarbonara, Antonio Frugis, Parco Botanico Lama degli Ulivi, Monopoli; 2012 – Test 3, a cura di Anna D’Elia, Echos Gallery, Roma; 2011 – Pino Pascali – Ritorno a Venezia/Puglia Arte Contemporanea, a cura di Giusy Caroppo e Rosalba Branà, Palazzo Bianchi Michiel, evento collaterale della 54. Biennale d’arte di Venezia; 2010 – Sud Generation, a cura di Rosalba Branà, Palazzo Pino Pascali, Polignano a Mare, Bari; Miraggi – Intramoenia Extrart, a cura di Achille Bonito Oliva e Giusy Caroppo, Castello Alfonsino, Forte a mare, Brindisi 2009 – In Phase (La bellezza difficile), a cura di Antonella Marino, Spazio Hair in progress, Bari (personale); A Sud, a cura di Rosalba Branà e Angelo Dellisanti, Palazzo Delli Ponti, Taranto; 2008 – L’altro senso, a cura di Serena Dell’Aira, Museo archeologico, Sulmona (personale); Apulian Rainbow, a cura di Rosalba Branà, National Gallery, Ciftè Hamam, Skopije; Inside, a cura di Lucia Anelli, Torrione Angioino, Bitonto, Bari; 2007 – Fuerza en tus ojos, a cura di Maria Vinella, Museo Nuova Era, Bari (personale), 2006 Adios, Galleria Omphalos (personale), Terlizzi-Bari, a cura di Pietro Marino.

Fai clic per accedere a bio-Guillermina-De-Gennaro.pdf

In collaborazione con Misia Arte Bari

 

Dal 5 al 25 febbraio 2022

ACTA INTERNATIONAL

direzione: Giovanna Pennacchi

via Panisperna, 82-83 – 00184 Roma

dal mercoledì al sabato ore 15,30 – 19,00

info@actainternational.it

www.actainternational.it

INCONTRO CON LA NATURA (WORK OF NATURE) – Fotografie di Guillermina De Gennaro

INCONTRO CON LA NATURA

(WORK OF NATURE)

 

Fotografie di Guillermina De Gennaro

a cura di Manuela De Leonardis

 5-25 febbraio 2022

inaugurazione alla presenza dell’artista sabato 5 febbraio ore 18.30 – 20.30

Fai clic per accedere a CS-INCONTRO-CON-LA-NATURA.pdf

Giovanna Pennacchi è lieta di presentare la mostra personale Incontro con la natura (Work of Nature) dell’artista Guillermina De Gennaro, a cura di Manuela De Leonardis, in collaborazione con Misia Arte.

I visitatori potranno accedere in galleria nel rispetto delle vigenti normative sulle misure di contrasto e contenimento del Covid-19.

Nell’affrontare i temi esistenziali della memoria, dello sradicamento, del viaggio, del ritorno, della casa e dell’identità, per Guillermina De Gennaro è inevitabile l’incontro con la natura, che nelle sue opere multidisciplinari viene declinata nella combinazione dei diversi aspetti di dimensione “naturale”, antropica, custode di segreti e “artificiosa forzatura”, talvolta restituita in associazione con la musica sperimentale dell’artista musicale Davide Viterbo. Le fotografie a colori della serie Ready for Nature, nell’ambito del progetto Work of Nature, sono proprio la registrazione soggettiva di una realtà territoriale che appartiene all’esperienza del quotidiano. L’artista le ha realizzate durante il lockdown, nella primavera 2020 e poi nel 2021, nelle lunghe passeggiate nei dintorni della propria abitazione, lungo la strada provinciale che porta da San Giorgio a Triggiano, nell’area barese. Work of Nature, presentato in anteprima da Misia Arte a Bari, come evento collaterale del Biarch – Bari International Archifestival 2021, è l’evoluzione dei lavori precedenti Neonature e del ciclo Inglobe. L’ispirazione arriva, ancora una volta, da una fonte inesauribile: la lettura del saggio di Gaston Bachelard La poetica dello spazio (1957). Un’altra sollecitazione letteraria è la scrittura di Amitav Ghosh, autore impegnato sul fronte dell’attivismo eco-ambientalista. In queste suggestioni letterarie Guillermina De Gennaro ritrova il tema della coscienza del rapporto intimo con le cose che la circondano, di cui la natura è parte essenziale. La forza stessa della natura è un elemento centrale nell’esprimere quella capacità di sopravvivere all’essere umano nella sua immanenza dinamica e creativa di adattamento, produzione e riproduzione, così come affiora urgente la necessità di coinvolgere lo spettatore nel sentimento e nella cura di una porzione di mondo.

Manuela De Leonardis

 

Guillermina De Gennaro (Buenos Aires, Argentina vive e lavora a Bari). Nel 1991 si diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. Nel 1993, a Roma, frequenta una scuola di pittura giapponese con l’artista Ikuio Ciba, e successivamente l’Accademia internazionale d’arte di Salisburgo con Tone Fink; si specializza in seguito in Tecnologie della comunicazione formativa e Cromodidattica presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Bari. Nel 1996/97 collabora con il Teatro di figura la Casa di Pulcinella nei laboratori d’arte per l’infanzia. Attualmente è nel direttivo artistico del festival internazionale di musica contemporanea Time Zones a Bari. Cura la sezione arti visive della rassegna itinerante Experimenta. All’attività artistica unisce l’impegno sociale occupandosi di inclusione e svantaggio socio-culturale in ambito della didattica e comunicazione dell’arte contemporanea. Tra le mostre recenti: 2021 – Natural Connection Ventoblu Gallery, Polignano a mare (Bari); Work of Nature, testo di Manuela De Leonardis, BIARCH – Bari International Archifestival, Misia Arte, Bari (personale);  Welcome Back, arte urbana nel centro storico di Corato (Bari) a cura di Carmelo Cipriani e Alexander Larrarte; 2019 – Oiseaux, a cura di Domenico Doria, Alliance française, Bari; 2018 – Dimensione fragile, Biblioteca Vallicelliana, Roma; 2017 – Inglobe, a cura di Nicola Zito e La Corte Fotografia e Ricerca, Fondazione Museo Pino Pascali, Polignano a mare, Bari (personale); Festival I libri aiutano a leggere il mondo, Manifattura dei tabacchi, Cagliari; 2014 – L’Arte per la Natura, a cura di Rosalba Branà, Castello di Carovigno e Riserva Naturale di Torre Guaceto, Brindisi; Codici dell’Apocalisse, a cura di Marcello Pecchioli e Lucilla Boschi, Palazzo Grassi, Arte Fiera, Bologna; 2013 – La consolatrice molesta, a cura di Giuseppe Pinto, Galleria Omphalos, Bari (personale); Volver sin Volver, progetto europeo Watershed, a cura di Giusy Caroppo, installazione nel porto di Rotterdam (personale); Arte e Natura sono un Dio bifronte, a cura di Roberto Lacarbonara, Antonio Frugis, Parco Botanico Lama degli Ulivi, Monopoli; 2012 – Test 3, a cura di Anna D’Elia, Echos Gallery, Roma; 2011 – Pino Pascali – Ritorno a Venezia/Puglia Arte Contemporanea, a cura di Giusy Caroppo e Rosalba Branà, Palazzo Bianchi Michiel, evento collaterale della 54. Biennale d’arte di Venezia; 2010 – Sud Generation, a cura di Rosalba Branà, Palazzo Pino Pascali, Polignano a Mare, Bari; Miraggi – Intramoenia Extrart, a cura di Achille Bonito Oliva e Giusy Caroppo, Castello Alfonsino, Forte a mare, Brindisi 2009 – In Phase (La bellezza difficile), a cura di Antonella Marino, Spazio Hair in progress, Bari (personale); A Sud, a cura di Rosalba Branà e Angelo Dellisanti, Palazzo Delli Ponti, Taranto; 2008 – L’altro senso, a cura di Serena Dell’Aira, Museo archeologico, Sulmona (personale); Apulian Rainbow, a cura di Rosalba Branà, National Gallery, Ciftè Hamam, Skopije; Inside, a cura di Lucia Anelli, Torrione Angioino, Bitonto, Bari; 2007 – Fuerza en tus ojos, a cura di Maria Vinella, Museo Nuova Era, Bari (personale), 2006 Adios, Galleria Omphalos (personale), Terlizzi-Bari, a cura di Pietro Marino.

Fai clic per accedere a bio-Guillermina-De-Gennaro.pdf

In collaborazione con Misia Arte Bari

 

Dal 5 al 25 febbraio 2022

ACTA INTERNATIONAL

direzione: Giovanna Pennacchi

via Panisperna, 82-83 – 00184 Roma

dal mercoledì al sabato ore 15,30 – 19,00

info@actainternational.it

www.actainternational.it

Destiny – Photographs by Lim Young Kyun

Giovanna Pennacchi is pleased to present

Destiny

Lim Young Kyun the Korean photographer’s one-man show,

Manuela De Leonardis, Curator.

4 november-7 december 2021

inauguration in the presence of the photographer

ore 18.30 – 20.30

Lim Young Kyun is exhibiting his work in Italy for the first time. An interpreter of unhurried and meditative photography, Lim Young Kyun is an attentive observer of human nature. In his photography one is always aware of his interest in detail, captured in the immediacy of the moment. The result is a testimony of research reaching beyond appearance, emphasized by using black and white permitting Lim Young Kyun, expert in traditional developing and printing techniques, to control light and shade, darkness, and shades of grey, the basis of his expressive form. In his show Destiny, the Korean photographer is presenting a selection of images from the projects Daily Life Landscape and Nam June Paik 1982-2006: photographs shot in diverse moments and places, particularly in South Korea and in New York, where he lived from 1980 through 1988. At that time his only goal was to make ordinary daily life both extraordinary and precious. For him, photographing was the same as writing a personal diary.

“New York was a vast school” Lim Young Kyun affirms, “Numerous important artists taught me great lessons, as did the museums and galleries.  I remember, when I had just arrived in the autumn of 1980, visiting the Light Gallery, and being profoundly struck by the photography of Arnold Newman. In front of a portrait of Igor Stravinsky I had a sort of auditory hallucination. It was the power of the photograph shot with a very large camera. I learned a lot when I worked as assistant to Alex Kayser, a Swiss photographer who had studied with the legendary Otto Steinert. His way of photographing was very different from what I had learned in Korea where I experienced my first emotions tied to the discovery of photography. But at that time, I was like a scientist obsessed with accuracy, not allowing myself the slightest transgression. In New York I learned to look in another manner.”

In New York, a particularly significant meeting was that with the artist Nam June Paik (Seoul 1932-Miami 2006), the ironic neo-Dada re-elaborator of heterogeneous materials and important video art innovator. We met in 1982 at the Whitney Museum on occasion of one of his surprising, unsettling performance events with the avant-garde cellist Charlotte Moorman. Since then, Lim Young Kyan’s photographs have recounted moments of sharing and esteem: in private locations (the studio of Paik in the New York neighborhood known as SoHo or the portraits of his friends John Cage and Allen Ginsberg) as well as documenting numerous performances, shows and events, all of which had as protagonist the noted artist, culminating in the retrospective The Worlds of Nam June Paik (2000) at the Guggenheim Museum of New York with the performance In Memory of Charlotte Moorman. “From a great artist such as Nam June Paik, I learned the meaning of simplicity and passion. One of the most noted portraits I shot of him was the one where he was looking through a television screen. I took this picture in early summer 1983. It was published on January 1, 1984 in the New York Times. A photograph that expresses my new concept of photography in action.”

Manuele De Leonardis


Lim Young Kyun (Taegu, South Korea 1955, lives and works in Seoul). After receiving his diploma in Fine Arts at Chung Aug University of Seoul, he completed his studies with a masters at New York University and studying photography at ICP International Center of Photography of New York. From 1983 to 1988 he lived in New York, working as reporter for the Korean newspaper, JoongAng Daily. On his return to Korea, in addition to his professional activities (in 1999 he acted as official photographer during the visit of Queen Elizabeth II) he assumed various academic positions such as adjunct professor at the Department of Photography, New York University New York (1993 2008), Professor of Photography in the Department Photography at Chung Ang University, Seoul (1999
2012) as well as Director of the Department of Education at Daegu Arts University, Daegu (2017 18).
Among his recent exhibitions: 2019 – Nam June Paik, Now Here, 2G1L29 Gallery, Seoul, (solo show):
2018 – Winter Olympics Pyoungchang, Olympic Hall, Korea (solo show); History of Photography,
George Eastman Museum, Rochester, New York; 2014 – A Day with Nam June Paik, Gyoungido
Museum of Art (solo show); In Memory of Nam June Paik, Korean Institute of Culture, Paris (solo
show); 2013 – Camera Work, Seoul Museum of Art; 2012 – Global Visionary, Nam June Paik,
Smithsonian, Washington DC; 2009 – Last Paradise, Photographic Gallery, Tokyo (solo show);
Destiny, Space DA 798, Beijing (solo show); 2007 – Portrait of Nam June Paik, British Museum
London (solo show); 2005 – Portrait of Nam June Paik 1982-2000, Seoul Museum of Art, (solo show).
Among his published books: Nam June Paik, Now Here (2019); Unjusa (with a poem by Jean-Marie
Gustave Le Clezio, 2016); The Antarctica Story (2010); New York Story (2006); Daily Life Landscapes
(2003); Art Vivant (1994); Portraits of Artists, 1980-1993 (1993).
The photography of Lim Young Kyun is represented in many important collections, among which are:
MoMA – Museum of Modern Art, New York; ICP – International Center of Photography, New York;
George Eastman Museum, Rochester, New York; Landesmuseum für Kunst und Kulturgeschichte,
Oldenburg, Germany; Thessaloniki Museum of Photography, Thessaloniki, Greece; National
Museum of Contemporary Art, Seoul; National Museum of Korea, Seoul; Seoul Museum of Art,
Seoul; DMA – Daejeon Museum of Art, Daejeon, Korea.

Destiny – Fotografie di Lim Young Kyun

Giovanna Pennacchi è lieta di presentare la mostra

 

Destiny

Lim Young Kyun

 

a cura di Manuela De Leonardis

 

4 novembre-7 dicembre 2021

inaugurazione alla presenza del fotografo

ore 18.30 – 20.30

 

 

Interprete di una fotografia lenta e meditativa, Lim Young Kyun è un attento osservatore della natura umana. Nelle sue fotografie è sempre presente l’interesse per il dettaglio, colto nell’immediatezza del momento.

Il risultato è la testimonianza di una ricerca che va oltre l’apparenza, sottolineata dall’uso del bianco e nero che permette a Lim Young Kyun, esperto conoscitore delle tecniche tradizionali di sviluppo e stampa, il controllo della luce e dell’ombra, dell’oscurità e dei toni di grigio, alla base della sua cifra espressiva.

Nella mostra Destinity il fotografo coreano presenta una selezione di immagini dei progetti Daily Life Landscape e Nam June Paik 1982-2006, in cui sono raccolte fotografie scattate in luoghi e momenti diversi, in particolare nella Corea del Sud e a New York, dove ha vissuto dal 1980 al 1988. A quell’epoca il suo unico scopo era rendere straordinaria e preziosa l’ordinarietà della vita quotidiana. Per lui fotografare era come scrivere un diario personale.

“New York è stata una grande scuola.” – afferma Lim Young Kyun – “Sono stati numerosi i grandi artisti ad avermi dato grandi insegnamenti, così come i musei e le gallerie d’arte. Ricordo che ero appena arrivato, nell’autunno del 1980, quando visitando la Light Gallery rimasi profondamente colpito dalle fotografie di Arnold Newman. Di fronte al ritratto di Igor Stravinskij ebbi come un’allucinazione uditiva. In realtà, era il potere della fotografia scattata con una fotocamera di grande formato. Ho imparato molto anche quando lavoravo come assistente di Alex Kayser, un fotografo svizzero che aveva studiato con il leggendario Otto Steinert. Il suo modo di fotografare era molto diverso da quello che avevo appreso in Corea, dove avevo provato le prime emozioni legate alla scoperta della fotografia. Ma allora ero come uno scienziato ossessionato dall’accuratezza, non mi concedevo la minima trasgressione. A New York ho imparato a guardare in un’altra maniera”.

A New York un incontro particolarmente significativo fu quello con l’artista Nam June Paik (Seoul 1932-Miami 2006), ironico rielaboratore neo-Dada di materiali eterogenici e grande innovatore della videoarte. Lo conobbe nel 1982 al Whitney Museum, in occasione di una delle sue spiazzanti azioni performative con la violoncellista d’avanguardia Charlotte Moorman.

Da allora le fotografie di Lim Young Kyun hanno raccontato momenti di condivisione e stima in parte privati (lo studio di Paik nel quartiere newyorkese di SoHo, come pure i ritratti dei suoi amici John Cage e Allen Ginsberg) e documentato le numerose performance, mostre ed eventi che ebbero come protagonista il noto artista, fino alla retrospettiva The Worlds of Nam June Paik (2000) al Guggenheim Museum di New York con la performance In memory of Charlotte Moorman.

“Da un grande artista come Nam June Paik ho imparato il significato della semplicità e della passione. Uno dei ritratti più noti che gli feci è quello in cui guarda attraverso lo schermo del televisore. Lo scattai all’inizio dell’estate del 1983 e fu pubblicato il 1° gennaio 1984 sul New York Times. Una foto che esprime il mio nuovo concetto di fotografia in azione.”

Manuela De Leonardis

 


Lim Young Kyun (Taegu, Corea del Sud 1955, vive e lavora a Seoul), dopo il diploma in fine arts alla Chung-Ang University di Seoul, completa gli studi conseguendo il master alla New York University e studiando fotografia all’ICP – International Center of Photography di New York. Dal 1983 al 1988 risiede a New York dove lavora come reporter per il quotidiano coreano JoongAng Daily. Rientrato in Corea, parallelamente all’attività professionale (nel 1999 è stato fotografo ufficiale in occasione della visita della Regina Elisabetta II) svolge l’attività accademica come professore associato al Dipartimento di Fotografia della New York University, New York (1993-2008), docente di Fotografia al Dipartimento di Fotografia della Chung-Ang University, Seoul (1999-2012) e Direttore del Dipartimento Educativo della Daegu Arts University, Daegu (2017-2018).
Tra le mostre recenti: 2019 – Nam June Paik. Now Here, 2GIL29 Gallery, Seoul (personale); 2018 – Winter Olympic Pyoungchang, Olympic Hall, Corea (personale); History of Photography, George Eastman Museum, Rochester, New York; 2014 – A Day with Nam June Paik, Gyoungido Museum of Art (personale); In memory of Nam June Paik, Istituto Coreano di Cultura, Parigi (personale); 2013 – Camera Work, Seoul Museum of Art; 2012 – Global Visionary. Nam June Paik, Smithsonian, Washington DC; 2009 – Last paradise, Photography gallery. Tokyo (personale); Destiny, Space DA 798, Pechino (personale); 2007 – Portrait of Nam June Paik, British Museum, Londra (personale); 2005 – Portrait of Nam June Paik 1982-2000, Seoul Museum of Art (personale). Tra i libri pubblicati: Nam June Paik. Now Here (2019); Unjusa (con un poema di Jean-Marie Gustave Le Clézio, 2016); The Antarctica Story (2010); New York Story (2006); Daily Life Landscapes (2003); Art Vivant (1994); Portaits of Artists, 1980-1993 (1993).
Le fotografie di Lim Young Kyun fanno parte di importanti collezioni, tra cui il MoMa – Museum of Modern Art, New York; ICP – International Center of Photography, New York; George Eastman Museum, Rochester, New York; Landesmuseum für Kunst und Kulturgeschichte, Oldenburg, Germania; Thessalonki Museum of Photography, Salonicco, Grecia; National Museum of Contemporary Art, Seoul; National Museum of Korea, Seoul; Seoul Museum of Art, Seoul; DMA – Daejeon Museum of Art, Daejeon (Corea).